Chi sono i franchi tiratori che hanno fatto saltare l’accordo fra PD e M5S sulla legge elettorale

Con la nuova legge elettorale si torna a parlare dei cosiddetti franchi tiratori del Partito Democratico. Ecco chi sono e perché sono stati così determinanti nell’affossamento della nuova legge elettorale.

Della nuova legge elettorale basata sul sistema tedesco se ne parla ormai da diversi giorni. Quando tutto sembrava essersi definito, con un tacito accordo di massima fra PD e M5S, ecco che saltano di nuovo fuori i cosiddetti franchi tiratori del Partito Democratico. Ma cosa significa esattamente questa parola?

Non è di certo la prima volta che vengono nominati, basti pensare alle elezioni per il Quirinale del 2013, quando un folto gruppetto di esponenti del Pd affossò la candidatura di Romano Prodi al Colle.

L’etimologia della parola “franchi tiratori” ci porta nella Francia del 1870, quando i giornali francesi definivano franc-tireur i combattenti della guerra franco-prussiana. Nella Seconda Guerra Mondiale, invece, questo termine veniva usato per indicare i cecchini.

Il passaggio dal significato prettamente militare a quello politico a cui facciamo riferimento oggi, invece, risale agli anni Cinquanta. In pratica per franco tiratore, ai giorni nostri, si intende un deputato che vota in modo diverso da quanto concordato all’interno del suo partito. Di conseguenza approfitta del voto a scrutinio segreto per andare contro l’ordine dei vertici del partito. La definizione di cecchino, quindi, è quantomai attuale, dato che comunque si tratta di qualcuno che colpisce in modo imprevisto e preciso.

Chi sono i franchi tiratori che hanno affossato la legge elettorale

In questi giorni PD e M5S avevano raggiunto un accordo di massima riguardo la nuova legge elettorale basata sul modello tedesco. Al momento di votare, però, sono mancati i numeri ed entrambe le parti si accusano a vicenda.

Il Partito Democratico dice che i grillini sono venuti meno al patto stipulato in commissione, mentre i Cinquestelle sostengono che mancassero più di 60 voti degli esponenti del Partito Democratico, durante la votazione.

Secondo Pippo Civati, uno dei primi ad andare contro Matteo Renzi nell’infinita diatriba interna al PD, i franchi tiratori sarebbero addirittura 150 mescolati fra PD e Forza Italia. In pratica Civati ha dichiarato che durante la votazione c’è stata una schermata con voto palese (lanciata per errore!), nella quale i voti favorevoli (contro la maggioranza) erano 150. Nel voto segreto, invece, da 150 i favorevoli sono diventati addirittura 270, perciò sarebbero circa un centinaio i voti che si sono aggiunti in quel frangente. Civati è convinto che tali voti siano pervenuti solo da PD e FI, cioè da chi aveva apertamente dichiarato di voler votare No, cambiando il proprio voto e facendolo diventare favorevole. Anche perché è improbabile che i Cinquestelle, sganciati dal Patto del Nazareno, abbiano potuto cambiare la propria scelta.

Franchi tiratori PD

In più, Matteo Renzi avrebbe confessato a Silvio Berlusconi di non riuscire più a tenere “a bada neanche i suoi”, motivo per cui siamo di nuovo da capo a dodici sul discorso della legge elettorale. Ne verremo fuori entro la fine di questa legislatura?