Legittima difesa, Camera verso l’approvazione: ecco cosa cambia in caso di rapine in casa

Legittima difesa, la Camera dei Deputati verso l’approvazione: ecco cosa cambia in caso di rapine notturne in casa.

Legittima difesa sì, legittima difesa no. È quanto stanno discutendo in queste ore alla Camera dei Deputati di Montecitorio per trovare una soluzione ad uno dei problemi giudiziari che ha fatto discutere di più in questi ultimi anni.

La Camera dei Deputati starebbe andando verso l’approvazione del provvedimento che era stato proposto già due anni fa da parte della Lega Nord, ma che adesso sembra aver trovato l’accordo di tutte le forze politiche in Parlamento, in particolare tra Forza Italia e Partito Democratico.

In pratica l’emendamento dice che sarà considerata legittima difesa “la reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte, ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi abitativi” con “violenza alle persone o alle cose, ovvero con minaccia o con inganno”. Altro non è, dunque, la situazione che di norma caratterizza le rapine notturne in casa.

Spese legali a carico dello Stato

La Legge sulla Legittima Difesa, dunque, sta andando verso l’approvazione da parte di tutte le forze politiche, un testo che ha messo d’accordo anche la maggioranza e Forza Italia, mentre la Lega (che come dicevamo aveva proposto il testo già due anni fa e ne era stata promotrice) intende esaminare con più calma le modifiche apportate al disegno di legge.

Un altro emendamento che riguarda la legittima difesa precisa che sarà escluso da colpe chiunque reagisca in “situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”. Le spese processuali di chi dovrà altresì affrontare un processo per legittima difesa, inoltre, saranno a carico dello Stato e anche questa è una delle modifiche previste al testo che sono state messe in questi giorni all’esame dell’aula.

Un risultato tanto atteso dall’opinione pubblica

In questi ultimi due/tre anni non sono di certo mancati i casi in cui un malvivente entrasse in casa di qualcuno a rubare. Spesso, però, chi ha reagito, sparato o si è comunque difeso uccidendo il malvivente è stato accusato di omicidio. Se la legittima difesa dovesse essere approvata, dunque, si potrà reagire solo nel caso la vita sia in pericolo e la situazione non avesse altre alternative.

Nino Marotta, capogruppo Ap-Ncd alla Commissione Giustizia della Camera, si è detto molto soddisfatto dell’accordo raggiunto con il Partito Democratico e ha sottolineato “la ragionevolezza e il buon senso” della proposta centrista che ha dunque fatto breccia all’interno della maggioranza.

In tal senso – ha affermato Marotta – si bilancia la sicurezza del cittadino che si dovesse trovare vittima di una violazione di domicilio, con la previsione per il magistrato di applicare e non interpretare la norma, tutelando al massimo la posizione della parte offesa.