Stefano Cucchi, chiusa la nuova indagine: 3 carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale

Stefano Cucchi: secondo le nuove indagini il geometra romane sarebbe stato ucciso da tre carabinieri che lo hanno preso a schiaffi, calci e pugni. Finalmente la verità?

Svolta nel il caso di Stefano Cucchi, il geometra romano morto nell’ottobre del 2009 dopo una settimana dal suo arresto per droga. La procura di Roma ha chiuso la sentenza bis sulle cause della sua morte contestando l’accusa di omicidio preterintenzionale ai tre carabinieri che arrestarono il giovane, poiché ritenuti responsabili del pestaggio che ne ha provocato il decesso.

I tre Carabinieri sono Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco, accusati anche di abuso di autorità. Tuttavia, secondo il legali di uno dei carabinieri l’accusa non “può essere provata” dal momento che “gli elementi di fatto su cui si fonda non sono riscontrabili in atti né nella perizia disposta dal gip con incidente probatorio”.

Fatto sta che secondo la nuova indagine sulle cause che hanno portato alla morte di Stefano Cucchi il giovane è stato ucciso da “calci, schiaffi e pugni” a cui si è aggiunta poi l’omissione dei medici. Infatti, in seguito al pestaggio da parte dei carabinieri Stefano cadde al suolo procurandosi una frattura scomposta della vertebra S4 e la conseguente lesione delle radici posteriori del nervo sacrale. Queste lesioni sarebbero guarite in 180 giorni se non fosse subentrata la condotta omissiva da parte dei medici.

Soddisfatta la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, che ha dichiarato:

“Oggi finalmente di parla della verità. Mi sento di dire a tutti di non smettere mai di crederci, bisogna avere fiducia nella giustizia. Lo dovevo a mio fratello”.