Avvocati e commercialisti: niente ispezione della Guardia di Finanza senza il titolare dello studio

La Finanza non può fare ispezioni o accertamenti in uno studio legale dove manchi il titolare. Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’argomento.

Avvocati e commercialisti possono dormire sonni più tranquilli. Una recente sentenza della Cassazione, infatti, ha sancito che la Guardia di Finanza non può in alcun modo fare controlli e ispezioni in studio se manca il titolare.

Quante volte vi è capitato, infatti, di voler prendere tempo quando avete udito suonare il campanello con gli agenti al portone? Mica perché debbano esserci per forza scheletri nell’armadio, sia chiaro. Spesso, però, si vorrebbe solo avere il tempo di nascondere eventuali documenti scomodi, come liste dei clienti, conti in nero, fascicoli delicati, etc.

Ebbene, non dovrete più preoccuparvi di questo, fintanto che il titolare è assente dallo studio legale. La Guardia di Finanza, infatti, non può nemmeno entrare se non è presente il titolare all’interno dello studio. Facciamo ora qualche esempio per riuscire a capire meglio l’argomento in questione.

La Guardia di Finanza non può effettuare ispezioni se manca il titolare

Per farvi capire meglio di cosa parliamo, immaginiamo che un giorno alcuni agenti della Guardia di Finanza suonino al campanello di uno studio legale e che un praticante apra la porta. Immaginiamo che gli agenti salgano le scale, ma che non trovino il titolare dello studio. Cosa succede in questo caso?

Gli agenti decidono comunque di entrare nella stanza privata di avvocati e commercialisti dello studio, nella quale, spulciando fra i vari cassetti, travano magari i rinvii di alcune udienze nell’agenda del titolare. A questo punto chiedono spiegazioni al praticante o alla segretaria, ma in entrambi i casi le risposte non ci sono dato che comunque entrambi si occupano d’altro all’interno dello studio.

Gli agenti spulciano i nominativi delle parti all’interno dell’agenda, ai quali però non corrisponde alcuna fattura emessa dal contribuente. Dopo 60 giorni inviano un accertamento fiscale. Possiamo considerare valido questo esempio rispetto a quanto detto in apertura dell’articolo? La risposta ve la diamo subito.

Non è possibile alcuna ispezione per avvocati e commercialisti di studi professionali

Torniamo, ora, alla sentenza della Corte di Cassazione, che ha ripreso in mano la legge che disciplina gli accessi della Guardia di Finanza nello studio di avvocati e commercialisti. Ebbene, solo nel caso in cui l’accesso sia eseguito presso la sede di una società la norma non richiede la presenza del titolare in questione.

Negli studi professionali di avvocati e commercialisti, quindi, non è davvero possibile l’accertamento della Finanza se manca il titolare. In caso contrario, come quello di cui vi abbiamo fatto l’esempio nel paragrafo superiore, l’ispezione è illegittima e le prove acquisite dagli agenti non potranno in alcun modo essere usate contro il professionista o lo studio in questione.

avvocati e commercialisti
Uno studio legale

Per prendere tempo, in questi casi, conviene quindi che il titolare dello studio si trovi in udienza o a un convegno fuori città. A sostituire il capo dello studio può essere un suo delegato e la legge dice che la delega può essere conferita a quest’ultimo anche per via telefonica. Questo però significa che eventuali altri dipendenti o tirocinanti non potranno in alcun modo assistere alla verifica fiscale. Non potrebbero nemmeno fornire ulteriori risposte agli agenti della Guardia di Finanza.

Avvocati e commercialisti devono pure tenere a mente che la norma che impedisce agli agenti di effettuare un controllo in mancanza del titolare riguarda solo gli studi professionali. Parliamo, quindi, di ingegneri, architetti, medici, avvocati e commercialisti. Nel caso di società o di altre imprese, l’ispezione può aver luogo anche senza la presenza del titolare e sarà valida a tutti gli effetti.