Avvocati, stop alla professione durante la gravidanza: ecco la nuova legge

L’avvocato in gravidanza può chiedere il rinvio per legittimo impedimento: la nuova legge che tutela le professioniste legali.

Nuova legge per la tutela delle mamme avvocato: con la modifica dell’articolo 420-ter del Codice di procedura penale – in materia di legittimo impedimento – in caso di gravidanza si avrà diritto a chiedere il rinvio di una causa.

In questi giorni in esame presso la commissione giustizia della Camera c’è un disegno di legge ad hoc che mira all’eliminazione di tutte quelle differenze che ci sono tra lavoratrici dipendenti e libere professioniste in tema di gravidanza e maternità.

Qui ci interessa soprattutto la novità introdotta per le donne avvocato, per le quali oggi non c’è alcuna norma prevede delle forme di tutela per i casi di gravidanza e maternità.

Ad esempio, le professioniste legali non possono richiedere un rinvio per legittimo impedimento  per gravidanza o maternità, poiché non ci sono norme consentono loro di non comparire in udienza due mesi prima dalla data, presunta, del parto e tre mesi dopo dalla nascita del figlio. Per le libere professioniste invece c’è il congedo di maternità, 5 mesi di permesso durante i quali si percepisce la normale retribuzione.

 La mancanza di norme per la tutela degli avvocati donna costituisce una vera e propria “lesione del diritto di difesa“, o almeno questo è il pensiero dei firmatari della proposta di legge. Non sono sufficienti infatti gli appositi protocolli di intesa adottati negli ultimi anni da alcuni consigli giudiziari per la tutela delle avvocate incinte, anche perché questi non hanno una natura vincolante quindi il giudice ha la libertà di disapplicarli.
Quello di cui c’è urgentemente bisogno è di una norma riconosciuta a livello nazionale; solo così gli avvocati avranno gli stessi diritti degli altri lavoratori.

Cosa dice la nuova legge?

Con la modifica dell’articolo 420-ter del Codice di procedura penale alle avvocate il “diritto a una maternità serena, la tutela del nascituro, pari opportunità nello svolgimento dell’attività professionale e il diritto di difesa fondato, com’è noto, principalmente su una scelta elettiva del difensore“.

Di conseguenza anche alle avvocate sarà consentito di assentarsi dal lavoro – e di conseguenza di chiedere il rinvio per legittimo impedimento – negli ultimi mesi della gravidanza e dopo il parto. Nel dettaglio, così come le lavoratrici dipendenti, le assenze per maternità saranno legittime nei due mesi precedenti alla presunta data del parto e nei primi tre mesi dopo il parto.

L’importante è che lo stato di gravidanza sia certificato dal medico e che l’apposita documentazione venga depositata – o inviata in cancelleria via PEC – almeno tre giorni prima dalla richiesta di udienza.

 

Sarà poi il giudice a rinviare il processo tenendo conto della scadenza naturale del processo. La data del nuovo processo dovrà essere fissata entro il 30°giorno dalla data di cessazione dell’impedimento medesimo.