Bloccati gli stipendi di infermieri, medici e OSS con la Legge di Bilancio

Polemiche dei sindacati del comparto Sanità contro la Legge di Bilancio: medici, infermieri e operatori sanitari vanno tutelati.

Con la Legge di Bilancio sono state stanziate le risorse per procedere con l’aumento di stipendio per diversi settori della Pubblica Amministrazione: dirigenti scolastici, Forze Armate, più tutti i dipendenti pubblici ai quali oltre alla conferma del bonus 80 euro verrà riconosciuto un aumento di stipendio pari ad 85 euro medi e lordi.

Più soldi per tutti? Non proprio. I grandi dimenticati della Legge di Bilancio infatti sono gli operatori della Sanità pubblica: medici, infermieri, dirigenti sanitari e OSS che devono accontentarsi delle “briciole delle precedenti finanziarie“, come sostenuto in un comunicato del sindacato Anaao Assomed. Il sindacato lamenta una poca incisività della Ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, al tavolo delle trattative, mentre le Ministre Madia (Pubblica Amministrazione) e Fedeli (Istruzione) “cinguettano soddisfatte“.

La Legge di Bilancio è l’ennesima occasione persa per valorizzare il lavoro di medici, infermieri e di tutti gli altri operatori della sanità pubblica. Dopo 8 anni di blocco contrattuale, infatti, è ancora “buio pesto” per la Sanità.

Tra l’altro medici, infermieri e OSS non hanno neppure gli scatti d’anzianità da salvaguardare, che verranno tolti dagli stipendi degli altri dipendenti pubblici e sostituiti dal parametro del merito. Se non fosse per le risorse stanziate per la riqualificazione edilizia delle strutture sanitarie, quindi, la Sanità sarebbe stata totalmente esclusa dalla manovra finanziaria per il 2018. Tant’è che non sono previste soluzioni per la stabilizzazione dei 14mila precari del Sistema Sanitario Nazionale, né per i 3mila della ricerca per i quali “nessun cuore politico piange“.

La Sanità pubblica funziona solo per merito di chi ci lavora

Secondo l’Anaao è imperdonabile l’ennesima esclusione della sanità pubblica “dagli effetti della ripresa economica che il Governo sbandiera ogni giorno“.

Eppure questa poteva essere l’occasione giusta per premiare coloro che ogni giorno garantiscono la tutela del diritto alla salute, di tutti coloro che nonostante i numerosi tagli applicati alla sanità pubblica negli ultimi anni “sono rimasti in corsia dando prova di gran senso del lavoro“. Persone che ogni giorno lavorano in condizioni “gravose e precarie“, senza percepire il giusto stipendio (bloccato dal 2010).

Le richieste di Anaao

Alla luce di queste difficoltà spetta al Governo trovare le risorse necessarie per includere nel rinnovo del contratto anche il comparto Sanità. Una valorizzazione del lavoro in Sanità che non potrà prescindere da:

  • l’introduzione di nuove misure di defiscalizzazione del salario di produttività;
  • stabilizzazione dei precari;
  • aumento dell’occupazione giovanile.

La questione è strettamente politica” – ha concluso Anaao – “implica la scelta di investire sul servizio sanitario pubblico salvaguardando sia il diritto alla salute dei cittadini che il valore del lavoro“.

La Legge di Bilancio è “l’ultima possibilità” per dimostrare che il Governo non ha dimenticato il settore sanitario. In caso contrario, la Ministra Lorenzin e tutto il Partito Democratico potrebbero pagarne le conseguenze in sede elettorale.