Concorsi Forze Armate, eliminati i requisiti fisici

Le prove atletiche non saranno più vincolanti per entrare a far parte delle Forze Armate. Ecco come saranno i militari di domani.

Ci sono importanti novità per le Forze Armate. Dallo scorso mese di settembre, infatti, sono stati introdotti nuovi criteri per accedere all’Esercito, con la sorprendente esclusione delle prove di idoneità fisica per il concorso in VFP1 (ovvero la ferma prefissata per un anno da volontario).

Nuove disposizioni, quindi, per le Forze Armate italiane. Nell’avviso comunicato dall’Esercito si legge che “nelle more della formalizzazione del decreto dirigenziale di modifica da apportare al primo e secondo bando di reclutamento dei volontari in ferma prefissata di un anno nell’Esercito, per il 2017 si avvisa che il mancato superamento delle prove di efficienza fisica non determinerà più un giudizio di idoneità e, quindi, l’esclusione dal concorso”. In pratica le prove fisiche attribuiranno solo un eventuale punteggio incrementale e sono state quindi eliminate le soglie minime di idoneità.

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I requisiti per entrare nelle Forze Armate

Perché sono state eliminate le prove di idoneità fisica per entrare nelle Forze Armate?

La domanda sorge spontanea: perché si è deciso di eliminare le prove fisiche per i concorsi nelle Forze Armate? La risposta è più semplice di quanto si pensi. L’indicazione, infatti, è arrivata dalla politica, dato che l’obiettivo è arruolare il maggior numero di soldati (circa 8mila) durante il corso dell’anno e dato che spesso non tutti i posti venivano coperti per il mancato superamento delle prove fisiche, con questo escamotage si riusciranno a coprire tutti i posti disponibili.

Le nuove misure, fra l’altro, contribuiscono a ridurre la disoccupazione giovanile, dato che potranno provare a entrare nelle Forze Armate anche coloro che non hanno i requisiti fisici. Dall’altra parte parte, però, qualche problemino si viene a creare, vediamo perché.

Il rischio, infatti, è che da oggi in poi si vada incontro ad un militare senza dubbio meno preparato sotto il profilo fisico per affrontare le attività che riguardano l’Esercito e le Forze Armate in generale. Ci sarà, però, un militare meno pronto fisicamente, ma con qualità intellettuali migliori.

Chi saranno i soldati di domani?

Nella tabella delle prove fisiche da superare ci sono, fra gli altri, il dover impugnare un’arma in situazioni di conflitto, trascinare un ferito o sollevare una bomba da un mortaio. Ebbene, il rischio è che i soldati di domani non riusciranno a fare tutto questo dato che d’ora in poi chiunque potrà entrare nell’esercito.

Molti dei volontari VFP1, infatti, provano poi a passare al VFP4 (ovvero la ferma prefissata per 4 anni), motivo per cui potrebbero davvero trovarsi impegnati in situazioni di combattimento.

Quello che è certo è che l’Esercito prenderà tutti, basterà riempire i posti disponibili. Il rischio, però, è che in tempi come quelli che stiamo vivendo (con attentati terroristici all’ordine del giorno) ci troveremo costretti a farci difendere da militari con la pancetta o che non hanno i requisiti fisici per proteggere i cittadini. Al massimo, infatti, potranno star seduti dietro una scrivania e non è proprio il massimo per un ragazzo che ambisce a entrare nelle Forze Armate del nostro Paese.