Forze Armate e riordino delle carriere: le fasi della riforma

Riordino delle carriere, da settembre al via le prime novità: ecco cosa cambierà per lo stipendio e per la carriera delle Forze Armate.

Il riordino delle carriere delle Forze Armate è legge, con il testo della riforma che qualche settimana fa è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il riordino prevede diverse novità, sia dal punto di vista economico che operativo, ma non tutte saranno introdotte nello stesso momento.

La riforma infatti procederà per gradi e solo nel 2018 – una volta che sarà a regime – il riordino sarà finalmente completo. Già da prossimi mesi però il personale delle Forze Armate comincerà a vedere gli effetti positivi che la riforma avrà sugli stipendi, visto che presto il bonus di 80 euro diventerà strutturale in busta paga mentre i ruoli apicali riceveranno il bonus una tantum.

Quali sono le tappe del riordino? Una domanda che in molti si stanno facendo e alla quale proveremo a rispondere. Ecco cosa aspettarsi nei prossimi mesi e quando saranno introdotte le prime novità della riforma.

Così cambiano gli stipendi delle Forze Armate

Una delle novità più importanti della riforma è quella che riguarda il bonus di 80 euro riconosciuto alle Forze Armate tutte fino alla fine dell’anno. Questo per merito del riordino diventerà strutturale in busta paga: l’importo sarà lordo e quindi soggetto a tassazione (si parla di circa 35 euro netti) ma di conseguenza avrà effetti positivi sull’importo della pensione e sul TFR.

Per permettere l’entrata in vigore di questa novità il bonus 80 euro sarà versato regolarmente fino alla busta paga di settembre 2017, dopodiché i restanti tre mesi saranno pagati in un’unica soluzione (il 1° ottobre 2017) tramite un assegno del valore di 240 euro.

A partire dal 1° ottobre poi saranno introdotti i nuovi parametri stipendiali, che porteranno ad una retribuzione maggiorata per il personale delle Forze Armate tant’è che si arriverà a guadagnare di più rispetto allo stipendio che oggi è riconosciuto al grado immediatamente superiore.

Inoltre, dal 1°gennaio del 2018 entrerà in vigore una nuova misura di defiscalizzazione degli stipendi, con una riduzione dell’imposta Irpef riconosciuta al personale militare con reddito inferiore ai 28mila euro annui.

Così cambiano le carriere delle Forze Armate

Ma le novità del riordino non si fermano all’aspetto economico; a cambiare infatti sono anche le carriere delle Forze Armate poiché dal 1° gennaio 2018 saranno introdotte delle nuove progressioni di carriera.

Sarà poi riconosciuto il nuovo ruolo di Luogotenente, mentre per gli ufficiali delle Forze dell’Ordine si procederà con la dirigenzializzazione.
Per i graduati sarà ridotta da 5 a 4 anni la permanenza necessaria per la promozione ad CMCS, con la conseguente accelerazione per il raggiungimento del grado apicale. Dopo 8 anni nel grado di CMCS verrà assegnata la qualifica speciale, con relativo aumento di stipendio correlato alle nuove funzioni. Anche per i sergenti è prevista la qualifica speciale (dopo 8 anni nel grado di SMC), mentre per i marescialli quella del primo luogotenente (dopo 4 anni di di permanenza nel grado di luogotenente).