Forze Armate, la beffa del riordino: meno soldi sullo stipendio?

Bonus sicurezza, oltre al danno anche la beffa. Ecco le diminuzioni stipendiali derivanti dal riordino delle carriere.

Bonus sicurezza per le Forze Armate? Potrebbe rivelarsi una beffa. Questo è ciò che emerge da una circolare pubblicata su Forzearmate.org da parte del Cuse, ovvero il Centro Unico Stipendiale dell’Esercito.

Con l’entrata in vigore del famoso riordino delle carriere per le forze armate e di polizia, infatti, moltissimi militari si ritroveranno meno soldi sullo stipendio. Cerchiamo di capirne il perché.

forze armate
Il bonus sicurezza è una grande fregatura?

Perché diminuirà lo stipendio delle Forze Armate?

Come avevamo già spiegato in un precedente articolo, il riordino delle carriere introdurrà aumenti economici che derivano dalle variazioni dei parametri. Questo succederà già da questo autunno, ma tali aumenti non saranno comunque sufficienti a compensare la perdita del bonus, che verrà percepito solo da coloro i quali non superano un reddito complessivo di 28mila euro all’anno.

Il riordino delle carriere, inoltre, sembra aver prodotto aumenti economici solo per taluni gradi degli ufficiali, non per tutti. Con la dequalificazione, poi, i marescialli si sono visti aggiungere un altro grado dopo aver raggiunto quello apicale, con il conseguente obbligo di tornare per l’ennesima volta nel cosiddetto “calderone” delle valutazioni. Al danno derivante dalla dequalificazione, quindi, si aggiunge pure la beffa delle diminuzioni di stipendio.

La differenza fra il bonus sicurezza difesa e il bonus fiscale di 80 euro

Prima di entrare nel merito della circolare in questione, è d’obbligo fare il punto della situazione sulle differenze fra il bonus sicurezza e difesa e quello fiscale di 80 euro.

Partiamo dal presupposto che il bonus sicurezza e difesa spetta solo al personale militare non destinatario di un trattamento retributivo dirigenziale. In parole povere è un contributo straordinario che consiste in una riduzione delle imposte. Non ha natura retributiva e si traduce con un aumento stipendiale netto pari al valore della riduzione.

Il bonus fiscale, invece, spetta a tutti i cittadini e parimenti al bonus s.d. e consiste in una riduzione delle imposte (il credito Irpef) che si traduce in un aumento netto sullo stipendio. I due bonus, comunque, sono cumulabili.

Cosa cambia con il riordino delle carriere

Il bonus sicurezza e difesa prevedeva che il personale di Vigili del Fuoco e Forze Armate fosse destinatario di un contributo straordinario di 960 euro all’anno. Tale contributo verrà soppresso a partire dal 30 settembre 2017. Si prevede un assegno una tantum di 350 euro, che verrà corrisposto a volontari in forma prefissata, ai graduati, ai sergenti, marescialli e agli ufficiali con meno di 13 anni di servizio dal conseguimento della nomina.

Il bonus sicurezza e difesa è stato infatti sostituito da un ulteriore bonus, per le Forze Armate e di Polizia. Come già anticipato, infatti, ne gioverà solo chi è titolare di un reddito complessivo di 28mila euro annui.