Cassazione: “Sanità, di troppo lavoro si muore”. Gli orari di medici, infermieri e OSS vanno riformati

Di troppo lavoro si muore: ecco perché secondo Anaao gli orari di lavoro nel settore sanitario vanno rivisti al più presto.

La Corte di Cassazione ha ritenuto l’ASP di Enna come responsabile del decesso per superlavoro di un tecnico di radiologia. Una sentenza che Anaao ritiene una pietra militare della giurisprudenza in ambito sanitario, perché conferma che anche il “troppo lavoro” può portare al decesso.

Tra le condizioni di lavoro e l’integrità psico-fisica dei dipendenti c’è una correlazione che non si può trascurare; ecco perché, specialmente in ambito sanitario, è urgente attuare una riforma dell’orario di lavoro permettendo a medici, infermieri e OSS di svolgere il loro impiego senza dover rischiare di compromettere la propria salute.

D’altronde molti studi ritengono che si sia un legame tra i prolungati e stressanti turni di lavoro, molto frequenti in ambito sanitario, e l’insorgere di patologie cardiovascolari come l’infarto. Ma i turni stressanti, come confermato dalla qualificata letteratura scientifica, aumentano anche l’incidenza dei tumori.

Corte di Cassazione: di troppo lavoro si muore

Ma non è solo la medicina a prevederlo, perché come anticipato anche la Corte di Cassazione ha dichiarato che “la violazione reiterata e sistematica dei limiti legali e contrattuali dell’adibizione del dipendente ai turni di pronta reperibilità” che persiste ancora oggi nonostante l’entrata in vigore delle nuove normative europee va assolutamente condannata.

Anche se non si può trascendere dal garantire le prestazioni sanitarie ai pazienti, non è possibile che questo onere gravi solamente sulle spalle del personale sanitario. OSS, medici e infermieri, costretti a doppi turni per mancanza di personale vanno tutelati dal punto di vista della loro integrità fisica. Anche perché non si possono guarire i pazienti e facendo ammalare i medici.

Per questo motivo, aggiunge Anaao,  è importante assicurare la regolarità del loro servizio, evitando di ricorrere al “superlavoro” di cui troppo spesso si ignorano le conseguenze dal punto di vista delle patologie, le quali in molti casi possono essere persino mortali per i lavoratori.

Ma di chi è la colpa? Per Anaao non di certo del personale sanitario. In questi anni di tagli, di pensionamenti, di gravidanze non prontamente sostituite, e di precariato, sono stati proprio i sacrifici dei medici, degli infermieri e di tutto il personale sanitario a tenere in piedi il SSN.

Ma chi in questi anni si è fatto carico di una mole di lavoro aggiuntiva, la quale come abbiamo visto è dannosa per la salute, va assolutamente tutelato. Perché ad oggi, considerando le ore di lavoro extra e tante volte nemmeno retribuite, medici e infermieri si trovano a lavorare per 14 mesi l’anno.

CCNL Sanità: nuovi orari di lavoro per medici e infermieri

Adesso, in prossimità del rinnovo del CCNL è bene introdurre delle regole più definite riguardanti l’uso intensivo e senza limite di tempo per i professionisti nel settore sanitario. E in quest’ottica si dovrà procedere al più presto con delle nuove assunzioni, e non solo di medici e infermieri.

Gli ospedali infatti hanno bisogno anche di OSS, che nel frattempo sembra verranno riconosciuti, poiché non si può pretendere che siano gli infermieri ad occuparsi del loro lavoro.