Il Governo non vuole riconoscere gli OSS: ecco la conferma

Problemi per il riconoscimento degli OSS: ritardi sia per il Ddl Lorenzin che per il rinnovo del contratto.

Da diverso tempo si parla del riconoscimento degli OSS come personale sanitario e finalmente nelle scorse settimane sembrava che l’obiettivo fosse stato raggiunto.

Nell’atto di indirizzo del personale Sanità – che ha attenuto il via libera del Ministero dell’Economia – sul quale si baserà il rinnovo del contratto è prevista la nascita dell’Area delle professioni sanitarie, nella quale gli OSS sono riconosciuti come personale per l’integrazione socio-sanitaria.

Come se non bastasse del riconoscimento degli OSS se ne è parlato anche nel ddl Lorenzin che riordina le professioni sanitarie; nel corso dell’esame presso la commissione Affari Sociali del Senato, infatti, è stato approvato l’emendamento Lenzi, finalizzato al riconoscimento della figura dell’Operatore Socio Sanitario.

Come abbiamo scritto in un nostro precedente articolo gli OSS hanno tutto il diritto ad essere riconosciuti, anche perché una definizione chiara delle competenze sarebbe utile per evitare contrasti con le altre professioni, come gli infermieri ad esempio.

Se pensate però che tutto questo si realizzerà a breve, vi sbagliate; il riconoscimento dell’OSS infatti rischia di non vedere mai la luce, o almeno non in questa legislatura. Sia il rinnovo del contratto che il Ddl Lorenzin, infatti, sono ancora in alto mare ed è molto difficile che si arriverà ad una soluzione prima della scadenza della legislatura.

In tal caso la “palla” passerà al nuovo esecutivo – sempre se nel Parlamento post-elezioni ci sarà una maggioranza per governare – e c’è il rischio che bisognerà ricominciare tutto da capo.

Nessun riconoscimento degli OSS: il Governo pensa ad altro

I prossimi mesi saranno molto importanti per il Governo; il premier Gentiloni infatti dovrà lavorare con decisione per raggiungere un accordo per la Legge di Bilancio del 2018. Non sarà semplice, visto che a causa della spending review i Ministeri avranno poche risorse a disposizione.

Il Governo quindi sarà impegnato nell’individuare le misure da inserire nella manovra finanziaria, ecco perché gli altri provvedimenti in esame al Parlamento potrebbero essere accantonati. Uno di questi è il Ddl Lorenzin, ancora fermo presso la Commissione Affari Sociali del Senato in attesa della votazione.

Questa era in programma prima della chiusura estiva del Parlamento, ma alla fine è stata rinviata; è per questo che Antonio Bortone, presidente del Conaps ha detto di essere convinto che il Governo sta facendo di tutto per “far naufragare per l’ennesima volta il provvedimento stesso“.

Ancora ritardi per il rinnovo del contratto

Problemi anche per il rinnovo del contratto, per il quale in questi giorni è iniziata la contrattazione dell’Aran.

Tuttavia, come confermato dal Segretario generale della CSE (confederazione indipendente sindacati europei), la prima riunione tenuta lo scorso 28 agosto non ha segnato alcun passo in avanti, anzi casomai “indietro“. Il Governo infatti non ha le risorse a disposizione per garantire ai dipendenti pubblici l’aumento promesso negli scorsi mesi e di conseguenza c’è il rischio concreto che il rinnovo del contratto possa segnare la fine del bonus 80 euro.

Dopo più di 8 anni di blocco e nonostante l’accordo del 30 novembre sottoscritto da CGIL, CISL e UIL l’Aran non sembra avere ancora le idee chiare su dove andare a recuperare le risorse per il rinnovo del contratto.

È probabile che per le risorse aggiuntive bisognerà aspettare la prossima Legge di Bilancio, con buona pace degli OSS che non potranno beneficiare del riconoscimento previsto dal rinnovo contrattuale.

Per risolvere questa situazione il CSE ha minacciato di mobilitare i circa tre milioni di lavoratori pubblici che “da troppi anni si vedono negare dignità e diritti”; gli OSS sono avvisati.