OSS riconosciuti: ecco come sarà la nuova Area Socio Sanitaria

OSS, nasce l’Area Socio Sanitaria: ecco come sarà il nuovo profilo professionale dopo il loro definitivo riconoscimento.

Gli OSS sono stati finalmente riconosciuti grazie alla nascita dell’Area Socio Sanitaria prevista dal documento di indirizzo su “Personale dei livelli-Triennio contrattuale 2016/2018” stilato dal Comitato di Settore Comparto Regioni e Sanità.

Adesso per il riconoscimento definitivo degli OSS, Operatori Socio Sanitari, bisognerà aspettare solamente che il documento venga approvato.

Come sarà la nuova Area Socio Sanitaria? Quali cambiamenti ci saranno per gli OSS? Le novità del nuovo documento di indirizzo, in realtà, non riguardano solamente gli OSS, ma anche la categoria degli infermieri. Infatti, il documento introduce due nuove figure professionali per questa categoria: l’infermiere specialista e l’infermiere esperto.

L’interesse degli OSS però è tutto per la loro categoria in quanto sono curiosi di sapere cosa cambierà con la nascita dell’Area Socio Sanitaria e con il loro effettivo riconoscimento. Questo cambiamento, come svelato dalla Federazione Migep che è stata la prima a darne notizia rivendicando i propri sforzi economici sostenuti per il raggiungimento di questo obiettivo, porterà molti benefici per la categoria degli Operatori Socio Sanitari.

Infatti, chi farà parte della nuova Area Socio Sanitaria avrà finalmente “una giusta collocazione, risolvendo, alla radice, le questioni controverse legate al loro attuale inquadramento nel ruolo tecnico da una parte e dall’altra porrebbe nella giusta dimensione, il rapporto di collaborazione con le professioni sanitarie e sociali ad iniziare da quella infermieristica”.

Ma vediamo nel dettaglio come sarà la nuova Area e quali misure dovrà adottare il Ministero della Salute per il definitivo riconoscimento degli OSS.

OSS riconosciuti, nasce l’Area Socio Sanitaria: cosa cambia adesso?

Dopo l’approvazione definitiva del documento di indirizzo su “Personale dei livelli-Triennio contrattuale 2016/2018” ci sarà l’effettivo riconoscimento degli OSS attraverso la nascita dell’Area Socio Sanitaria.

L’obiettivo di quest’Area è individuare un inquadramento adeguato per i profili professionali non ancora riconosciuti dall’attuale sistema sanitario, ma che “ricoprono funzioni utili ed efficaci per il piano terapeutico”.

Attraverso questo strumento, quindi, ci sarà l’introduzione di un’Area specifica che racchiuderà tutte le professioni socio-sanitarie e di conseguenza verrà superata l’articolazione del personale nei quattro ruoli (sanitario, professionale, tecnico e amministrativo).

Tuttavia, affinché ci sia un definitivo superamento della suddivisione del personale sanitario in questi quattro ruoli, è necessario che il Parlamento intervenga al più presto per modificare il DPR n.761 del 1979 e per delineare un profilo diverso per ciascuna professione.

In questo quadro gli OSS avranno la giusta collocazione e con il superamento del loro attuale inquadramento come ruolo tecnico si spera ci sia una maggiore collaborazione con le altre professioni sanitarie, come ad esempio gli infermieri.

A tal proposito, i sindacati in un incontro con il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, hanno chiesto che il nuovo profilo dell’Operatore Socio Sanitario abbia delle competenze e responsabilità più definite. Inoltre, i sindacati vorrebbero l’introduzione di un percorso unico di formazione valido per tutto il territorio nazionale.

OSS, nasce l’Area Socio Sanitaria: cosa cambia dal punto di vista finanziario?

Come abbiamo appena visto, con la nascita dell’Area Socio Sanitaria ci sarà una profonda valorizzazione per il profilo professionale degli OSS, in quanto gli verranno attribuite delle competenze superiori in modo da rispondere in maniera più qualificata ai bisogni dei pazienti.

In teoria all’aumento delle competenze e delle responsabilità dovrebbe seguire una valorizzazione economica. Ciò però non è così scontato, poiché vista la scarsità di fondi per il rinnovo contrattuale non è detto che ci sia un adeguamento contrattuale e il passaggio in fascia C.

Quindi si rischia di avere una valorizzazione a costo zero e per gli Operatori Socio Sanitari potrebbe trattarsi di una beffa non di poco conto.