Polizia Penitenziaria sempre armata? La proposta del Ministro Minniti

Sta facendo discutere la proposta di Minniti che vorrebbe la Polizia Penitenziaria sempre armata. Soprattutto dopo gli attentati di Barcellona e Turku.

Polizia Penitenziaria sempre armata? Sarebbe questa, in sintesi, l’idea emersa dal Comitato per l’analisi strategica antiterrorismo voluto dal Ministro Minniti.

La proposta è stata azzardata soprattutto dopo gli attentati dell’ultimo periodo che hanno colpito le città di Barcellona e Turku. Di conseguenza, anche la Polizia Penitenziaria è chiamata ad adeguarsi per potenziare l’attività di prevenzione e controllo. In pratica i poliziotti dovranno portare sempre con sé l’arma di ordinanza, anche quando non sono in servizio.

La circolare ricevuta dalla Polizia Penitenziaria

Ricordiamo che il Ministro dell’Interno Minniti aveva convocato il Comitato per l’analisi strategica antiterrorismo (Casa) per discutere degli attentati terroristici che hanno recentemente colpito Spagna, Finlandia e pure Germania.

Al vertice hanno partecipato tutti i capi delle forze di Polizia, dei servizi di intelligence e i rappresentanti della sicurezza spagnoli. Nel corso della riunione si è parlato dell’eventualità di incrementare i controlli e la prevenzione, anche grazie all’obbligatorietà, per gli agenti della Polizia Penitenziaria, di portare sempre con sé l’arma di ordinanza.

Il Dipartimento della Polizia Penitenziaria ha subito emesso una circolare nella quale viene ribadita “l’opportunità che il personale delle Forze di Polizia porti con sé l’arma di ordinanza anche fuori dal servizio, poiché un intervento tempestivo nelle circostanze in esame, potrebbe contribuire alla limitazione del danno”.

Cosa emerge dalla circolare: le novità

Cosa c’entrano gli agenti della Polizia Penitenziaria? Semplice: l’idea è quella di fare più attenzione ai detenuti di origine nordafricana o comunque provenienti dalle aree di conflitto dove c’è la presenza di Isis. L’obiettivo è impedire che avvengano episodi di proselitismo e radicalizzazione.

In effetti sono proprio le carceri i luoghi di maggiore rischio. Motivo per cui gli agenti della Polizia Penitenziari sono chiamati a osservare i vari comportamenti dei detenuti sospetti e a comunicarli tempestivamente agli organi competenti dei vari dipartimenti.

Ad oggi sono 420 i detenuti considerati a rischio, nelle carceri italiane. Fra questi, ben 45 sono quelli detenuti in regime di massima sicurezza per reati legati al terrorismo.

polizia penitenziaria
Un poliziotto in servizio

Un problema, quello dell’obbligatorietà delle armi d’ordinanza, che torna prepotentemente alla ribalta dopo che se ne era parlato all’epoca degli attentati di Nizza. Allora, però, c’era Angelino Alfano agli Interni, che comunque chiese che gli agenti fossero sempre armati.

Di contro, i sindacati dissero che per un agente in borghese è un problema non da poco il fatto di avere la pistola d’ordinanza quando si è in borghese. Nonostante il rischio di attentati, infatti, agli agenti fuori servizio viene tutt’ora negato il porto d’armi per difesa personale. Quindi possono detenere solo la pistola d’ordinanza, effettivamente scomoda da portare addosso in una situazione normale.