Riforma Polizia di Stato e Carabinieri: l’annuncio di Minniti scuote le Forze Armate

Nuove competenze per Polizia e Carabinieri: Minniti annuncia una nuova riforma delle Forze Armate. Ecco cosa potrebbe cambiare nei prossimi mesi.

La riforma della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri si farà: lo ha annunciato il Ministro dell’Interno Marco Minniti tramite una direttiva pubblicata a Ferragosto. Più che di riforma in realtà si tratta di una riorganizzazione che coinvolgerà sia le forze speciali che i semplici presidi di Polizia e Carabinieri così da limitare il più possibile le sovrapposizioni tra i due corpi.

Continua quindi la stagione di riforme per le Forze Armate, iniziata con l’assorbimento del Corpo Forestale nei Carabinieri – adesso a rischio incostituzionalità – e con l’attribuzione dei nuovi compiti alla Guardia di Finanza che ad oggi è l’unica polizia in mare.

Il progetto di una riorganizzazione di Polizia e Carabinieri è nato diversi anni fa e ci sono diverse direttive che ne stabiliscono i termini. Ad oggi però il progetto non è stato ancora applicato; chissà se dopo l’annuncio di Minniti l’obiettivo verrà finalmente raggiunto.

Nei prossimi mesi comunque il Governo avrà altre priorità – Legge di Bilancio su tutte – ed è per questo che ci sembra difficile pensare che ci siano i tempi per procedere con una riorganizzazione di Polizia e Carabinieri, specialmente se come probabile ci saranno resistenze da entrambe le parti.

Minniti comunque si è detto convinto che la riforma delle competenze di Polizia e Carabinieri si farà e verranno prese in considerazione anche le direttive emanate negli anni scorsi da Napolitano.

Riforma della Polizia e dei Carabinieri: l’annuncio di Minniti

Il Ministro dell’Interno Marco Minniti ha annunciato la pubblicazione – non specificando i tempi – di una direttiva con la quale Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza dovranno “dovranno coordinare l’espletamento dei rispettivi servizi in tutti quei settori affidati alla esclusiva competenza di una Forza di polizia, ovvero a più specialità in concorso tra loro“.

La riforma dovrà avvenire sulla base di “di parametri oggettivi connessi alle condizioni socio-economiche, infrastrutturali, della criminalità comune ed organizzata, rilevabili in ogni singolo contesto“. In linea generale le forze della Polizia di Stato verrebbero impiegate sui comuni capoluogo, mentre i Carabinieri nella parte restante del territorio.

In questo processo riformatore ci sarà spazio anche per una valorizzazione della polizia locale; gli stessi principi che – come ricordato da Minniti – sono stati espressi nelle direttive Napolitano del 1998 e Pisanu del 2006.

In quel caso però le direttive non vennero applicate per la mancanza di numeri in Parlamento, per non parlare poi delle polemiche che seguirono al progetto visto che questo per migliorare il coordinamento ed eliminare le sovrapposizioni depotenziava sia il ROS dei Carabinieri che lo SCO della Polizia e il GICO della Finanza.

Il Governo, parola di Minniti, non ripeterà gli stessi errori del passato, anche se i tempi tecnici per l’approvazione del progetto sembrano non essere molto brevi. Minniti in questi mesi si è distinto per il suo forte decisionismo, ma dovrà fare comunque i conti con l’ostruzionismo, probabile, dei Carabinieri ai quali non è mai piaciuta l’idea di doversi allontanare dalle città.