Rinnovo contratto Sanità: riconoscimento OSS e infermiere specialista nell’Atto di Indirizzo

Rinnovo contratto statali: per il comparto Sanità l’Atto di indirizzo è pronto. Nascerà l’infermiere professionista, OSS riconosciuti nell’Area Socio Sanitaria.

L’IPAVSI -la Federazione Nazionale Collegi Infermieri – ha confermato che il Comitato di settore ha inviato l’Atto di Indirizzo che verrà presentato all’Aran in fase di contrattazione per il rinnovo del contratto.

A settembre, infatti, inizieranno le trattative per il rinnovo del contratto del pubblico impiego ed è per questo che nel frattempo i vari settori della Pubblica Amministrazione dovranno presentare un Atto di indirizzo con tutti gli aspetti che verranno trattati in sede di contrattazione.

La Sanità è una di queste, insieme alla Scuola e al comparto delle Forze Armate. Una delle novità più importanti che riguardano il personale sanitario è la nascita del “professionista specialista“, confermata anche dall’Atto di Indirizzo. Qui inoltre viene riconosciuta la necessità di prevedere dei reparti a gestione infermieristica, oltre ad un maggiore investimento nello sviluppo delle professioni.

Di seguito analizzeremo nel dettaglio le novità dell’Atto di indirizzo per il comparto Sanità; la svolta è vicina, presto gli infermieri  e tutto il personale sanitario statale potranno firmare un nuovo contratto, con tutte le novità che ne conseguono.

Infermieri: arriva la figura dello specialista

Dopo 8 anni di blocco finalmente il contratto del pubblico impiego sta per essere rinnovato e in questa fase di contrattazione si cercherà di fare quanto meglio possibile per migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici, introducendo dei nuovi assetti organizzativi.

Una delle novità più importanti consiste nella nascita del “professionista specialista“, ovvero colui che oltre ad essere laureato nelle professioni sanitarie è anche in possesso di un master di I livello. C’è poi il “professionista esperto“, ovvero colui che nel corso della carriera ha acquisito competenze avanzate tramite la frequenza a percorsi di formazione complementari regionali e “l’esercizio di attività professionali“.

Queste due posizioni si configurano a tutti gli effetti come degli incarichi professionali ed è per questo che in sede di contrattazione dovranno essere definite le singole competenze, oltre alle apposite metodologie di “assegnazioni, valutazione e revoca“.

Sarà poi compito dell’Osservatorio Nazionale delle professioni sanitarie stabilire i nuovi percorsi formativi – tra i quali è compresa la laurea magistrale riferita al nuovo indirizzo clinico – per la figura del professionista specialista.

Nasce l’area delle professioni socio-sanitarie

Ma nell’Atto di Indirizzo viene data conferma di un’altra importante novità già annunciata negli ultimi mesi: la nascita dell’area delle professioni socio-sanitarie e il conseguente riconoscimento dell’OSS come personale sanitario.

Come si legge nel comunicato IPAVSI, in questa area bisognerà individuare “un inquadramento adeguato e coerente per tutti quei profili professionali che non sono riconosciuti all’interno dell’attuale sistema delle professioni sanitarie, ma che nella visione nuova di tutela della salute, ricoprono funzioni utili ed efficaci per il piano terapeutico e per l’intera organizzazione del lavoro“.

L’Area Socio Sanitaria suddividerà tutto il personale sanitario in quattro ruoli:

  • Sanitario: dove ci sono le professioni sanitarie infermieristiche – ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione e le arti sanitarie ausiliarie;
  • Integrazione Socio Sanitaria: qui trovano spazio gli OSS, oltre agli assistenti sociali, agli educatori professionali e alle puericultrici;
  • Amministrazione dei fattori produttivi: personale amministrativo, tecnico e professionale;
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Con la nascita dell’Area Socio Sanitaria quindi verrebbe rivista la classica suddivisione del personale in quattro ruoli, sanitario, professionale, tecnico e amministrativo, che – opinione condivisa – ha contribuito a creare un sistema dove la “mission di salute” prevale sul senso di sanità in senso stretto.