Rinnovo contratto statali: aumento di 85€, ma addio al bonus Renzi da 80€

Rinnovo del contratto per la Pubblica Amministrazione, ultime notizie: l’aumento di stipendio ci sarà, ma molto meno di quanto speravano gli statali. 

Rinnovo contratto statali, l’aumento di stipendio farà perdere il bonus Renzi da 80€?

Vanno avanti le trattative tra i sindacati e l’amministrazione per definire i dettagli del rinnovo contrattuale per il pubblico impiego.

Al momento il piano elaborato dal Ministro Madia riguarda un aumento medio di stipendio pari ad 85€, ma ci sono ancora dei dubbi sui beneficiari del rinnovo. Infatti, nel progetto di rinnovo pensato dalla Madia non rientrano gli insegnanti, mentre i sindacati chiedono con insistenza la loro inclusione. Ne sapremo di più nei prossimi giorni, ma probabilmente alla fine si arriverà ad un accordo comprendendo anche gli insegnanti.

Il problema però è un altro: infatti, con l’aumento dello stipendio i dipendenti della Pubblica Amministrazione rischiano di dover rinunciare al bonus di 80€ poiché non rientrerebbero più nei parametri fissati da Renzi.

In tal caso, gli statali e gli insegnanti si troverebbero con lo stesso stipendio previsto alla vigilia del rinnovo, perché all’aumento di 85€ dovrà far posto il bonus Renzi da 80€.

È in arrivo l’ennesima beffa per i dipendenti della Pubblica Amministrazione per cui il contratto è bloccato, illegittimamente, da più di sette anni? Facciamo chiarezza analizzando i requisiti necessari per ottenere il bonus di 80€ in busta paga e cosa potrebbe cambiare nel caso in cui ci fosse il tanto agognato rinnovo del contratto.

Bonus 80€ in busta paga: a chi è riconosciuto?

Il bonus di 80€ viene riconosciuto solamente ai redditi imponibili inferiori o uguali a 24mila euro. A chi supera questa cifra, ma rientra nel limite di 26mila euro, viene riconosciuta una parte del bonus che diminuisce gradualmente fino ad azzerarsi.

Quindi, mentre chi rientra nella soglia dei 24mila euro rischia di perdere una parte del bonus in seguito al rinnovo del contratto, per chi ha un reddito imponibile vicino a 26mila euro il bonus diventerebbe un miraggio.

Bisogna sottolineare che l’aumento di stipendio non sarà per tutti di 85€. Infatti, la cifra stabilita dal Ministro Madia rappresenta un incremento medio dello stipendio degli statali; quindi saranno previste delle fasce diversificate in base alla qualifica e alla fascia lavorativa.

Rinnovo contratto statali: l’aumento di 85€ è una bufala?

Come se non bastasse l’eventualità di perdere gli 80€ in busta paga a portare scompiglio tra i dipendenti della Pubblica Amministrazione ecco arrivare delle nuove accuse al Governo da parte di sindacati.

Nel dettaglio, alcuni sindacati non credono a quanto dichiarato dalla Madia riguardo all’aumento di stipendio degli statali, dal momento che nella Legge di Bilancio non ci sarebbero le risorse necessarie per finanziare l’incremento medio di 85€.

Infatti, il miliardo e mezzo stanziato nella Legge di Bilancio servirà anche per le 10.000 assunzioni promesse da Matteo Renzi. A tal proposito sembra che per il rinnovo dei contratti sono stati stanziati solamente 900 milioni, che saranno divisi per i tre milioni di dipendenti pubblici che sperano in un aumento di stipendio. “Con questi presupposti non si può garantire un aumento di stipendio superiore ai 30€ lordi”, ha dichiarato il Coordinatore Nazionale della Gilda, Rino Di Meglio.

Perché il Ministro Madia ha parlato di 85€? Secondo Di Meglio si tratta dell’ennesima mancetta con cui Renzi spera di convincere gli elettori a votare Sì al prossimo referendum costituzionale del 4 dicembre.

Dopo 7 anni di attesa per il rinnovo del contratto e con un potere di acquisto ormai ridotto all’osso, queste promesse basate sul nulla, dettate evidentemente dal prossimo appuntamento referendario, sono un’ulteriore offesa nei confronti dei dipendenti statali”, ha concluso Di Meglio.

Insomma, sul rinnovo dei contratti degli statali c’è tutto fuorché chiarezza. Quel che è certo è che per i dipendenti statali, in un caso o nell’altro, non ci sarà l’aumento di stipendio sperato che li avrebbe rimborsati dei sette anni in cui il contratto è stato illegittimamente bloccato.