Trasferimento militare per il coniuge: quando è dovuto secondo i giudici

Cambiano le regole del trasferimento militare per il ricongiungimento con il coniuge: lo ha deciso il Tar di Brescia. Il motivo? Lo smembramento della famiglia deve essere evitato.

Il trasferimento militare per i membri delle Forze Armate cambia con la sentenza 566/2011 del Tar di Brescia, il quale ha affermato che la legge deve impedire traumi familiari e attenuare così i disagi connessi agli spostamenti dei militari.

Cosa si deve fare per far avvicinare il coniuge al militare, quindi? Prima di tutto è necessario che il trasferimento militare si applichi nell’ambito del territorio italiano, dato che comunque questa possibilità non è prevista per le missioni all’estero.

In questo caso, però, il coniuge può avere diritto ad un’aspettativa speciale per evitare che si verifichi uno smembramento del nucleo familiare a causa del trasferimento militare. Ecco cosa prevede la legge sul ricongiungimento per il trasferimento militare e cosa ha deciso il Tar di Brescia in merito.

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Il trasferimento militare per il ricongiungimento con il coniuge

I requisiti per il ricongiungimento del militare con il proprio coniuge

Il ricongiungimento di un dipende pubblico con il proprio coniuge militare che ha subito un trasferimento è disciplinato dalla Legge 100/1987, che prevede alcuni requisiti importanti per beneficiare dell’avvicinamento. L’obiettivo di questa legge è evitare distacchi a quei dipendenti delle Forze Armate costretti a spostarsi di continuo.

Il trasferimento militare con conseguente avvicinamento del coniuge è possibile se quest’ultimo è impiegato nella Pubblica Amministrazione. Potrà mantenere la titolarità del proprio lavoro aggiungendosi in soprannumero in un’amministrazione della sede destinataria, oppure nella sede più vicina.

La legittimità di questa norma, però, è stata messa a giudizio della Corte Costituzionale, dato che alle troppe richieste di trasferimento per le Forze Armate si sono susseguiti numerosi dubbi in merito all’effettivo bisogno di tale norma, considerato che comunque a beneficiarne non sempre era la Pubblica Amministrazione. L’ammissione di un dipendente in sovrannumero potrebbe rivelarsi effettivamente discutibile, oltre che inopportuno per entrambi i fronti.

Il trasferimento militare del coniuge è legittimo: lo ha deciso una sentenza del Tar di Brescia

Una recente sentenza del Tar di Brescia, però, ha deciso che il trasferimento d’ufficio del coniuge militare è legittimo nel caso in cui il rapporto sia precedente al trasferimento militare. Ovviamente i due coniugi devono attestare che convivono o che sono sposati.

L’amministrazione che permetterà al coniuge di continuare a fare il proprio lavoro dovrà per forza essere valutata e identificata rispetto a quella di provenienza. Nel caso di un impiegato comunale, ad esempio, sarà comunque compito dell’ente locale trovare un’adeguata sistemazione finale.

Questa sentenza del Tar di Brescia cerca ovviamente di venire incontro alle esigenze familiari di quei coniugi alle prese con frequenti trasferimenti dei dipendenti delle Forze Armate, dato che le conseguenze di uno smembramento della famiglia potrebbero in futuro incidere in modo alquanto negativo sui rapporti di famiglia, oltre che sul servizio militare del dipendente.