Visite fiscali 2017: orari, fasce di reperibilità, sanzioni e novità

Visite fiscali 2017, la guida ai controlli del medico INPS: orari di reperibilità, sanzioni, obblighi per il lavoratore ed esenzione. In attesa che la riforma Madia stravolga tutto.

Visite fiscali 2017: ecco in quali orari c’è l’obbligo di reperibilità in caso di assenza per malattia e tutte le regole da rispettare per non rischiare di incorrere in una sanzione.

Anche per il 2017 sono state confermate le norme che regolano gli orari delle visite fiscali per i lavoratori dipendente pubblici e privati assenti per malattia. Nel dettaglio, sia per gli uni che per gli altri l’obbligo di reperibilità è di 7 giorni su 7, compresi weekend e festivi.

Gli orari in cui c’è la possibilità di ricevere la visita fiscale dal medico INPS, però, sono differenti:

  • 10:00/12:00 e 17:00/19:00 per i dipendenti privati;
  • 09:00/13:00 e 15:00/18:00 per i dipendenti pubblici.

Nel caso in cui un dipendente assente per malattia non rispetta le regole concernenti le fasce di reperibilità e non si fa trovare a casa negli orari delle visite fiscali, sono previste delle sanzioni molto severe. Come vedremo meglio di seguito, però, ci sono dei casi, determinati dalla circolare n°95/2016 dell’INPS in cui si è esonerati dal rispetto degli orari delle visite fiscali.

Insomma, anche se la normativa legata alle visite fiscali non è complessa da comprendere è comunque piuttosto articolata. Senza dimenticare che con la riforma della Pubblica Amministrazione voluta dal Ministro Madia ci potrebbe essere una variazione della normativa che regolamenta le visite fiscali e i suoi orari.

Di seguito trovate una guida completa di tutte le novità dove oltre a darvi le informazioni utili nel caso in cui siate assenti dal lavoro per malattia vi terremo aggiornati su tutte le novità legate alle visite fiscali.

Visite fiscali 2017: gli obblighi per il lavoratore

L’INPS ha stabilito diversi obblighi per il lavoratore dipendente che si assenta dal lavoro per malattia; in primis questo ha l’obbligo di reperibilità negli orari delle visite fiscali.

Quindi, negli orari previsti dalla normativa (10/12 e 17/19 per i privati, 9/13 e 15/18 per quelli pubblici) il lavoratore è obbligato a restare a casa pena l’applicazione di sanzioni molto severe.

Un altro obbligo da rispettare è quello che prevede l’invio del certificato firmato dal proprio medico di base nel quale bisogna indicare anche l’indirizzo del domicilio presso il quale si intende ricevere la visita fiscale.

Contestualmente è il medico di base che invia il certificato medico all’INPS; per non avere problemi il lavoratore può comunque chiederne una copia che gli sarà inviata tramite PEC. Una volta che l’INPS riceve il certificato medico dà avvio alle procedure per le visite fiscali.

Come vi abbiamo anticipato ci sono delle situazioni in cui si è esonerati dall’obbligo di reperibilità negli orari delle visite fiscali; vediamo quali sono.

Visite fiscali: esenzione

Dopo aver appurato che nel caso di assenza di malattia non si è costretti a restare a casa per tutto il giorno ma solo negli orari delle visite fiscali, vediamo nel dettaglio quand’è che invece si è esonerati anche da quest’obbligo.

L’INPS ha infatti stabilito che per i dipendenti pubblici e privati è possibile non rispettare gli obblighi:

  • per assenza dovuta per forza maggiore;
  • nelle situazioni per la quale la presenza del lavoratore era richiesta altrove;
  • per le visite specialistiche fissate negli orari delle fasce di reperibilità.

L’INPS però ha stabilito che l’assenza deve essere giustificata e comunicata tempestivamente al datore di lavoro e, soprattutto, non deve compromettere lo stato di salute del lavoratore e la sua guarigione.

In base alla prassi e alla giurisprudenza degli ultimi anni possiamo fare alcuni esempi sulle fattispecie per le quali è possibile allontanarsi da casa negli orari in cui si può ricevere la visita del medico INPS:

  • ritiro di radiografie, ma solo se collegate al certificato medico;
  • per sottoporsi a visite mediche presso il proprio medico curante (solo se si dimostra che non è possibile
  • effettuarle negli orari fuori dalle fasce di reperibilità), o per cure dentistiche urgenti;
  • necessità di recarsi in farmacia.

Ci sono anche delle fattispecie non legate alla malattia per le quali è possibile assentarsi da casa:

  • volontariato;
  • visita a parenti in ospedale (qualora l’orario di visita combaci con quello delle visite fiscali).

L’ultimo caso in cui si è esonerati è quello in cui si è affetti da grave patologia; è il proprio medico a stabilire l’esonero, indicando il codice E nel certificato medico.

Se non rientrate in una delle fattispecie appena elencate, invece, siete obbligati a farvi trovare a casa, o nel domicilio indicato nel certificato medico, negli orari delle visite fiscali. Se non rispetterete gli obblighi è prevista una sanzione molto elevata.

Visite fiscali 2017: sanzioni

Se il medico fiscale non trova il lavoratore assente per malattia a casa fa scattare la sanzione per assenza ingiustificata.

Nel dettaglio, la sanzione consiste in:

  • decurtazione del 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di assenza dal lavoro;
  • decurtazione del 50% per ogni giornata ulteriore.

Se queste sanzioni vi sembrano troppo severe pensate a cosa potrebbe succedere dal prossimo anno, quando con la riforma della Pubblica Amministrazione potrebbero cambiare le regole per le visite fiscali.

Visite fiscali 2017: novità

Con la riforma della Pubblica Amministrazione firmata dal Ministro Marianna Madia rischia di essere riformata buona parte della normativa vigente sulle visite fiscali. L’obiettivo della riforma che ridisegna il lavoro nel pubblico impiego è quello di rendere la materia sulle visite fiscali meno articolata affinché i controlli più efficienti.

Uno dei primi cambiamenti dovrebbe portare all’istituzione di un unico polo per visite fiscali che faccia capo all’INPS; anche per i dipendenti pubblici, per i quali adesso è l’ASL ad occuparsi delle visite fiscali, sarà l’Istituto a gestire i controlli per malattia.

Il tutto sarà gestito da un super cervellone che permetterà all’INPS di effettuare controlli mirati così da scovare più facilmente i “furbetti”. Visto l’obiettivo di semplificare la normativa, la Madia sta pensando di far combaciare gli orari delle visite fiscali per pubblici e privati. Al momento le ipotesi in esame sono due:

  • stabilire sia per i dipendenti pubblici che privati le fasce di reperibilità di sette ore, dalle 09:00-13:00 e dalle 15:00-18:00;
  • eliminare le fasce orarie assicurando la costante reperibilità del lavoratore salvo i casi di necessità sanitaria o di urgenza medica.

L’ultima soluzione sarebbe senza dubbio la più drastica e la più temuta dai lavoratori; per adesso però non c’è da preoccuparsi perché la riforma non è stata ancora approvata. Ad oggi quindi le fasce di reperibilità, così come gli obblighi e le sanzioni, sono quelli indicati nei paragrafi precedenti.