Assegnazioni provvisorie 2017-18: ecco le linee guida del Miur su vincolo triennale e passaggi su scuola

Assegnazioni provvisorie 2017-18, no al vincolo triennale, limite di 15 scuole nella domanda. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul contratto firmato da Miur e sindacati.

Assegnazioni provvisorie 2017-18, si è deciso di dire “no” al vincolo triennale, mentre l’addio vale pure per il passaggio su ambito. Cerchiamo di capirne qualcosa in più.

Il contratto fra il Miur e i sindacati è stato firmato. L’annuncio è stato dato dallo stesso Ministero dell’Istruzione Pubblica attraverso un comunicato, nel quale si conferma che tutte le operazioni relative ai trasferimenti dovranno avvenire entro e non oltre il 31 agosto 2017. In tal modo, infatti, si vuole garantire un buon avvio dell’anno scolastico 2017-18 e la relativa continuità didattica.

Grazie all’assegnazione provvisoria, quindi, i docenti titolari di cattedra e il personale ATA di ruolo, possono richiedere il trasferimento per un anno verso una sede di lavoro più vicina alla loro zona di residenza.

Le condizioni per fare domanda di assegnazione provvisoria

Il Miur ha stabilito che si può chiedere il trasferimento, a patto di rientrare in determinate condizioni. Eccole:

  • per gravi e certificati problemi di salute;
  • per dare assistenza a parenti conviventi con disabilità;
  • per ricongiungersi al proprio nucleo familiare.

Nell’accordo, però, non figura il vincolo triennale, nonostante nel recente passato il Miur non avesse alcuna intenzione di concedere la deroga. Alla fine, però, il ministro Valeria Fedeli sembra aver teso la mano ai sindacati, che possono quindi esultare permettendo ai docenti di riavvicinarsi a casa.

Assegnazioni provvisorie 2017-18: chi può fare domanda?

Occhio, però, perché con il termine “ricongiungimento al proprio nucleo familiare” si intende il ricongiungimento ai figli di minore età (anche se adottivi), al coniuge o al convivente solo nei casi in cui quest’ultima sia comprovata da apposita certificazione anagrafica.

Possono fare domanda anche gli insegnanti che hanno usufruito dell’assegnazione provvisoria anche lo scorso anno, considerato che si è detto addio definitivamente al vincolo triennale.

Possono quindi fare domanda coloro che:

  • hanno presentato domanda di mobilità ma non hanno ottenuto esito positivo;
  • hanno presentato domanda di mobilità ma hanno ottenuto il trasferimento in una provincia diversa da quella per la quale ricorrono i motivi del ricongiungimento.

Chi ha la precedenza nelle assegnazioni provvisorie?

Sono state confermate le precedenze dello scorso anno, a eccezione della novità rappresentata dai genitori con figli di età inferiore a 6 anni. Ha quindi la precedenza:

  • chi ha gravi problemi di salute (non vedenti o emodializzati);
  • chi è stato trasferito negli ultimi 8 anni e richiede il rientro alla scuola di precedente titolarità;
  • chi soffre di disabilità o ha bisogno di particolari cure continuative;
  • chi offre assistenza ad un parente convivente con disabilità;
  • chi ha cessato qualunque titolo di collocamento fuori ruolo;
  • chi ha un coniuge militare o categoria equiparata;
  • chi ricopre cariche pubbliche nelle amministrazioni locali;
  • chi riprende servizio al termine dell’aspettativa sindacale.