Aumento stipendio Ata, presidi e docenti: la beffa della Legge di stabilità

Fra le misure più importanti della manovra, 440 euro in più per i dirigenti scolastici. Molti insegnanti, invece, rischiano di perdere il bonus da 80 euro. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Ci sono importanti novità per ATA, presidi e docenti. In un articolo pubblicato oggi da La Repubblica, infatti, si parla delle novità che riguardano la Legge di stabilità ed in particolare le misure che il Governo intende prendere sul fronte scuola, ricerca e università. In pratica il 3,5 % del Pil verrà destinato all’istruzione e ci sono diverse cose che presidi e docenti devono sapere. La beffa, infatti, per molti è dietro l’angolo.

presidi e docenti
Presidi e docenti

Aumento dello stipendio per presidi e docenti: la beffa della Legge di stabilità

Partiamo dal presupposto che è iniziato il rinnovo contrattuale per circa 3 milioni e 70mila dipendenti della Pubblica Amministrazione. Per tutti loro è previsto un aumento di 85 euro lordi al mese. Il problema, però, è che il 41% dei docenti (quasi 320mila in Italia) guadagna meno di 25mila euro lordi all’anno, motivo per cui ad oggi già incassa il bonus Renzi da 80 euro. Con l’aumento previsto da questa Legge di stabilità, questa fetta di insegnanti potrebbe addirittura perdere il bonus Renzi: riceverebbe, infatti, 85 euro per l’aumento in busta paga, ne perderebbe quindi 80. Servono risorse aggiuntive per evitarla.

Discorso diverso riguarda i presidi. L’aumento degli stipendi per questi ultimi ci sarà e sarà pure sostanzioso. Ad oggi, infatti, un dirigente della pubblica amministrazione guadagna il quadruplo rispetto ai dirigenti scolastici. Un responsabile all’università, infatti, guadagna in media 100mila euro lordi, mentre un preside appena 58mila. Per adeguare gli stipendi dei presidi a quelli degli altri dirigenti della Pa, il Miur ha istituito un fondo da 31,70 milioni di euro per il 2018 da destinare agli stipendi dei presidi. L’adeguamento comincerà a settembre 2018 e riguarderà tutti i 7.993 presidi italiani. Si parla di un aumento di 440 euro netti al mese.

Fra le novità che riguardano presidi e docenti, inoltre, ci sono quelle relative ai concorsi. Per i dirigenti scolastici, in particolare, è in arrivo sulla Gazzetta Ufficiale il concorso che coprirà i 2.425 posti vuoti esistenti. In questa Legge di stabilità, fra l’altro, ci sono anche i soldi per indire un nuovo concorso pubblico per l’assunzione dei direttori dei servizi generali e amministrativi, figure obbligatorie nelle scuole che contano più di 600 alunni. Potranno parteciparvi gli assistenti amministrativi che hanno già maturato almeno 3 anni di servizio a tempo pieno.

Le novità che riguardano il personale ATA e la scuola dell’infanzia

Diciamo subito che l’assunzione dei 6mila amministrativi Ata si è addirittura dimezzata con il passaggio della legge al ministero delle Finanze. Nella Stabilità che sta entrando in Parlamento ci sono ancora 2.500 collaboratori scolastici e circa 500 assistenti amministrativi che saranno stabili a partire da settembre 2018. Sono circa 12mila i posti vacanti.

Non è ancora previsto dalla legge, poi, il ripristino delle supplenze brevi. Come molti di voi sicuramente ricorderanno, infatti, queste erano state eliminate dal Governo Monti. È di nuovo a rischio anche il potenziamento degli Istituti tecnici e superiori, dato che serve un fondo di 14 milioni per consentire il raddoppio degli studenti dei corsi.

Non ci sono state novità, invece, per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e i docenti di sostegno. Il Pd, comunque, starebbe lavorando a un emendamento che porti all’assunzione di circa duemila docenti della materna, unica categoria fra l’altro fin qui non stabilizzata da La Buona Scuola.