Graduatorie Regionali 2018: così gli abilitati diventano insegnanti di ruolo

Concorso Scuola per soli abilitati in uscita nel 2018: così gli insegnanti precari diventano finalmente di ruolo.

Le nuove regole sul reclutamento insegnanti, entrate in vigore ufficialmente con l’inizio dell’anno scolastico, segnano un punto di svolta per tutti gli insegnanti precari in possesso di un titolo abilitante. Specialmente gli abilitati TFA infatti possono festeggiare perché finalmente per loro si prospetta una cattedra di ruolo.

In passato a questi è stata vietata l’iscrizione alle Graduatorie ad Esaurimento – chiuse nel 2008– le uniche che garantivano una cattedra di ruolo. Dopo una serie di ricorsi e anni di polemiche, per gli abilitati precari ecco arrivare le Graduatorie Regionali ad esaurimento, dalle quali si attingerà per le immissioni in ruolo.

Agli insegnanti abilitati, infatti, la delega della Buona Scuola che ha riformato il reclutamento docenti riserva una fase transitoria che avrà inizio con un Concorso Scuola bandito entro Febbraio del 2018.

Le tempistiche di questo concorso sono state confermate dal sottosegretario al MIUR Vito De Filippo, il quale ha dichiarato che negli uffici di Viale Trastevere si sta lavorando assiduamente per la redazione del decreto contenente le informazioni su prove e modalità per la presentazione delle istanze.

Come indicato nella delega della Buona Scuola, il MIUR ha tempo 120 giorni dall’entrata in vigore delle nuove regole per diventare insegnanti; quindi la scadenza è fissata al 30 settembre.

Nell’attesa dell’uscita del bando di concorso possiamo già darvi delle informazioni su come funzionano le Graduatorie Regionali ad esaurimento e in che modo verranno utilizzate per l’assunzione degli insegnanti abilitati.

Come accedere alle Graduatorie Regionali?

L’iscrizione alle Graduatorie Regionali avviene su richiesta da parte dell’insegnante. Prima dell’accesso alle Graduatorie però bisognerà sostenere una prova orale, con le materia che verranno definite nel decreto del MIUR.

Il colloquio non ha valore selettivo, poiché l’esito non mette in discussione l’accesso alle Graduatorie Regionali.

La prova orale infatti serve solamente per l’assegnazione di un punteggio che insieme alla valutazione dei titoli definisce la collocazione dell’insegnante nella graduatoria (il voto del colloquio pesa per il 40% rispetto ai titoli). Più è alto il punteggio, quindi, e maggiori sono le possibilità di essere chiamati fin dai primi scorrimenti, mentre le posizioni più basse dovranno attendere diversi anni per accedere al ruolo.

Cosa succedere a chi è iscritto alle Graduatorie Regionali?

Ogni anno il MIUR – in base al numero di posti disponibili – selezionerà gli insegnanti iscritti nelle Graduatorie Regionali i quali avranno accesso ad un anno di praticantato corrispondente all’ultimo anno del FIT, il percorso triennale di formazione introduzione e tirocinio introdotto dalla Buona Scuola.

Terminato l’anno con giudizio positivo, il docente verrà assunto finalmente di ruolo. Prima di concludere ci sono delle considerazioni da fare; la prima riguarda l’iscrizione alle Graduatorie Regionali, le quali saranno aperte una sola volta. Una volta assunti tutti i docenti di ruolo iscritti, infatti, queste saranno cancellate.

La seconda è legata ai 24 CFU introdotti dalla Buona Scuola ai fini dell’accesso al prossimo concorso scuola: è bene precisare, infatti, che questi non riguardano gli insegnanti abilitati, i quali potranno tranquillamente iscriversi alle Graduatorie Regionali senza dover tornare all’Università.