Immissioni in ruolo slittano e la chiamata diretta salta: che fine hanno fatto i posti disponibili?

Il Ministero dell’Economia non dà (ancora) l’autorizzazione per le 52mila assunzioni di ruolo: così rischia di saltare la chiamata diretta, mentre l’inizio dell’anno scolastico sarà caratterizzato dal caos supplenze.

Immissioni in ruolo 2017-2018: un piccolo intoppo potrebbe far slittare l’inizio delle operazioni per le assunzioni.

Per la giornata di oggi era attesa la pubblicazione da parte del MIUR delle tabelle contenenti i posti disponibili per le immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2017-2018. Le tabelle – suddivise per classe di concorso e provincia di appartenenza – sono state inviate dal MIUR al MEF subito dopo la pubblicazione degli esiti della mobilità 2017-2018 per ricevere l’autorizzazione.

Questa però tarda ad arrivare.

Niente da temere per le migliaia di insegnanti precari che attendono di essere assunti di ruolo, perché l’autorizzazione del MEF non è in discussione. Tuttavia questo ritardo potrebbe comportare dei problemi per l’inizio dell’anno scolastico, specialmente se – come riportato da Italia Oggi – per l’autorizzazione ci sarà da attendere ancora una settimana.

Per le tabelle ufficiali con le informazioni su come saranno suddivisi per provincia e classe di concorso i 52mila posti disponibili quindi c’è ancora da attendere qualche giorno. Nel frattempo potete consultare le tabelle ufficiose di FLC CGIL pubblicate pochi giorni fa.

Immissioni in ruolo, operazioni rinviate per colpa del MEF?

Gli Uffici Scolastici Regionali hanno pubblicato le linee guida per le immissioni in ruolo, ma al momento è tutto fermo a causa del ritardo del MEF. Quindi, anche se gli USR stanno predisponendo le operazioni preliminari, come ad esempio la pubblicazione delle graduatorie, fino a quando non ci saranno i contingenti ufficiali suddivisi per provincia, classe di concorso e posto di insegnamento, non si potrà andare avanti con le assunzioni.

Ad oggi, è quasi impossibile che le immissioni in ruolo saranno completate entro il 14 di agosto, data indicata dalla Ministra Valeria Fedeli, tant’è che c’è il rischio che non ci sia abbastanza tempo per attuare le operazioni per la chiamata diretta, che quest’anno è stata riformata tramite un accordo tra MIUR e sindacati.

Insomma, dopo essere stata snobbata nelle operazioni di mobilita, dove pochissimi insegnanti di ruolo trasferiti su ambito l’hanno utilizzata, la chiamata diretta per il secondo anno consecutivo rischia di non essere applicata. Dal Ministero dell’Istruzione però non ci sono notizie in merito ad un ritardo che se confermato potrebbe avere effetti negativi anche per le supplenze. E in tal caso iniziare l’anno scolastico 2017/2018 (clicca qui per il calendario completo) con tutti gli insegnanti al loro posto potrebbe essere un progetto irrealizzabile.