“Chi insegna al Nord deve guadagnare di più”: così si risolvono i problemi della scuola?

Stipendi più alti per chi insegna al Nord: la proposta del segretario generale di UIL Milano per risolvere lo squilibrio tra posti vacanti al Nord e al Sud.

Chi insegna al Nord ha diritto ad uno stipendio più alto“, con queste parole Walter Galbusera – segretario generale della UIL Milano e Lombardia ha presentato la sua proposta per risolvere il problema dei trasferimenti degli insegnanti.

Come noto uno dei problemi della scuola italiana è legato allo squilibrio che c’è tra i posti vacanti al Nord e al Sud. Infatti, dal momento che la maggior parte degli insegnanti ha origini meridionali, sono pochi quelli che accettano di lavorare nelle Regioni del Nord. E in molti casi anche chi accetta una cattedra di ruolo poi utilizza l’assegnazione provvisoria per avvicinarsi a casa.

Walter Galbusera sembra aver trovato una soluzione, che però immaginiamo farà molto discutere. Secondo il segretario generale della UIL Milano, gli insegnanti dovrebbero accettare il fatto che i docenti che insegnano al Nord percepiscano uno stipendio più alto rispetto agli altri, così da poter recuperare i costi sostenuti per le trasferte e per l’affitto.

Contratto decentrato per gli insegnanti

Mentre le trattative per il rinnovo del contratto sono ancora in stand-by, si continua a discutere su come fare per far sì che i docenti tornino ad insegnare al Nord Italia. Nel 2017-2018, infatti, solo in Lombardia si preannunciano più di 3.000 cattedre scoperte tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria (di I e II grado) per un inizio anno scolastico che si preannuncia difficoltoso.

Per questo motivo Walter Galbusera ha proposto di aumentare lo stipendio di chi lavora al Nord, così da renderlo proporzionato al costo della vita che è notevolmente più alto. Senza dimenticare che chi è originario del Sud deve sostenere anche le spese per le trasferte.

Ecco perché sarebbe il caso di proporre una “contrattazione decentrata” dando delle risorse maggiori a livello locale e senza distribuire “a pioggia” i benefici. Una proposta che non sembra mettere d’accordo né i sindacati né gli insegnanti i quali difficilmente accetteranno questo principio.

Per Galbusera “c’è una ragione logica per cui gli stipendi degli insegnanti devono essere più alti al Nord piuttosto che al Sud Italia”  ma non tutti la pensano così. Ecco perché questa probabilmente resterà una proposta irrealizzata.

Il problema però è reale e probabilmente in alcune provincie del Nord neppure con lo scorrimento delle Graduatorie ad Esaurimento e di Merito si riuscirà ad assegnare tutti i posti disponibili per le immissioni in ruolo. Quale soluzione a questo squilibrio che rischia di mandare nel caos anche l’inizio dell’anno scolastico 2017-2018?