Prova Invalsi, ecco cosa cambia per i docenti: somministrazione e correzione sono obbligatorie

Importanti novità riguardo la Prova Invalsi. Somministrazione e correzione sono attività ordinarie, quindi obbligatorie per i docenti.

Prova Invalsi. Con il decreto n. 62 del 2017, recante norma sulla valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, si sono introdotte delle novità importanti che entreranno in vigore nel 2017-18 (per il primo ciclo) e nel 2018-19 (per il secondo).

prova invalsi
La prova invalsi per i docenti

Partiamo dal presupposto che la Prova Invalsi si svolge nelle classi seconde e quinte e riguarda le discipline di italiano, matematica e inglese. Le classi seconde svolgono le prove di italiano e matematica. Le quinte, invece, svolgono le prove di italiano, matematica e inglese.

Prova Invalsi: cosa cambia per la scuola secondaria di I grado

Ricordiamo che la Prova Invalsi non fa più parte dell’esame di Stato. Viene comunque svolta durante il corso dell’anno e nello specifico nel mese di aprile. La prova viene svolta dalle classi terze e riguarda italiano, matematica e inglese, sempre in coerenza con le indicazioni fornite a livello nazionale per il curricolo.

L’inglese, fra l’altro, viene introdotto per certificare le abilità di comprensione e uso della lingua straniera, in linea con il quadro comune di riferimento europeo per le lingue. La prova, inoltre, è computer based.

La partecipazione alla Prova Invalsi costituisce un requisito d’ammissione all’esame di Stato, ma la stessa non influisce in alcun modo sul voto finale. Il decreto specifica, inoltre, che tutte le attività che riguardano la Prova Invalsi, per scuola primaria e secondaria, non comunque attività ordinarie e quindi obbligatorie per i docenti.

La nota del Miur del 2011

Nel 2011 il Miur era intervenuto, in tal senso, con una nota finalizzata a fornire precisazioni riguardo le rilevazioni nazionali. Nella stessa nota sono state riportate le norme entro le quali si collocano le rilevazioni.

Nella nota si legge che “da quanto finora detto emerge con assoluta chiarezza che l’ordinamento scolastico richiede alle scuole la partecipazione, anzi il concorso istituzionale, alle rilevazioni periodiche e di sistema”.

“In linea di coerenza anche il piano annuale delle attività, predisposto dal dirigente scolastico e deliberato dal collegio dei docenti, ai sensi dell’art. 28, comma 4, del vigente CCNL non può contemplare tra gli impegni aggiuntivi dei docenti, anche se a carattere ricorrente, le attività di somministrazione e correzione della Prova Invalsi”.

Le attività di somministrazione e correzione, quindi, già rientravano fra gli impegni aggiuntivi degli insegnanti. Le nuove disposizioni ridefiniscono quindi la natura delle attività che riguardano lo svolgimento delle prove. Queste ultime non sono più aggiuntive, ma ordinarie. Il nuovo dettato normativo, peraltro, non si riferisce solo ai docenti, ma alla scuola nel suo insieme, in riferimento anche alle attività svolte dalle segreterie.

“Le azioni relative allo svolgimento delle rilevazioni nazionali costituiscono per le istituzioni scolastiche attività ordinarie di istituto” si legge agli articoli 4/3 e 7/5.