Game of Thrones: la teoria secondo la quale Bran e il Re della Notte sono la stessa persona

Il cambiamento di Bran Stark nella settima stagione di Game of Thrones non è passato inosservato agli occhi dei fan. Qualcuno afferma che il Re degli Estranei c’entri qualcosa. Ecco perché.

Bran Stark è uno dei personaggi più enigmatici di Game of Thrones. Pensateci: se Jaime non l’avesse spinto giù dalla torre di Grande Inverno, al termine della prima stagione, non sarebbe iniziata la diatriba fra Stark e Lannister che ha portato poi sua madre Catelyn a imprigionare Tyrion a Nido dell’Aquila e le successive vicende che noi tutti conosciamo.

Non solo, perché Bran non sarebbe nemmeno diventato il Corvo con Tre Occhi se non fosse fuggito da Grande Inverno e sviluppato i suoi poteri oltre la Barriera. Si tratta, quindi, di un personaggio che finora ha rappresentato un vero e proprio collegamento fra passato e presente, anche grazie all’aiuto delle sue visioni, che gli permettono di sapere tutto (o quasi) sugli eventi che si verificano a Westeros, comprese le vere origini di Jon Snow.

Cosa c’entra il Re della Notte con Bran Stark?

Attenzione: se non avete visto la sesta e penultima puntata della settima stagione di Game of Thrones, non proseguite con la lettura perché come al solito, gli spoiler sono dietro l’angolo.

Con un drago morto (si tratta di Viseryon, per chi non l’avesse capito) che ora è sotto il suo controllo, il Re della Notte sembra pronto a sconfiggere il popolo di Westeros. Nonostante questo, le motivazioni della sua vendetta contro i vivi potrebbero non essere ciò che sembrano.

Basandosi sulle somiglianze fra l’abbigliamento del Re della Notte e quello che Bran indossa nelle sue visioni, un utente di Reddit ha sviluppato una nuova teoria secondo la quale in realtà Bran è il Re della Notte stesso. Un concetto, questo, che va argomentato e in questo articolo cercheremo di fare chiarezza sull’argomento.

Non è la prima volta che gli showrunner della serie usano il costume di un personaggio per segnalare una svolta negli eventi. Nella sesta stagione, ad esempio, dopo la sua rinuncia a continuare a far parte dei Guardiani della Notte, Jon Snow indossava un abito ispirato a quello degli Stark che sembrava palesemente accennare al suo futuro come Re del Nord.

La nascita degli Estranei

Prima di proseguire con le spiegazioni, è d’obbligo fare un passo indietro, a quando vennero creati i primi Estranei dai Figli della Foresta. Vi riproponiamo lo spezzone video tratto da una delle visioni dello stesso Bran:

In pratica gli Estranei vennero creati dai Figli della Foresta per difendersi dai primi uomini. Una situazione che nel tempo è diventata incontrollata e che ha permesso ai non morti di moltiplicarsi indisturbati.

Nei romanzi viene specificato che gli Estranei si manifestarono per la prima volta durante la cosiddetta Lunga Notte (8000 anni prima degli eventi della serie). Un eroe leggendario di nome Azor Ahai li sconfisse allontanandoli al Nord. In difesa degli uomini, Brandon Stark (il Costruttore, non lo storpio) eresse la Barriera per dividere il mondo degli uomini da quello dei non morti. I Guardiani della Notte furono creati, in tal senso, per proteggere i domini degli uomini.

Il collegamento fra Bran Stark e il Re della Notte

Secondo la teoria che sta circolando in rete, Bran cercherà di riscrivere la storia in diversi modi, nelle prossime puntate. Cercherà, ad esempio, di tornare indietro nel tempo per costruire la Barriera sottoforma del suo antenato Bran il Costruttore. Il piccolo Stark farà poi un ultimo tentativo per impedire ai Figli della Foresta di continuare a creare gli Estranei.

Come? Entrando nella mente dell’uomo che poi diventerà il Re della Notte. Si fonderà con lui nella speranza di evitare che i Figli della Foresta gli infilino il vetro di drago nel cuore. Qui commette un grosso errore: i Figli della Foresta non lo riconosceranno come il Bran del futuro, anche perché all’epoca erano in guerra con i primi uomini.

Bran non potrà in alcun modo cambiare il passato viaggiando nel tempo (come gli aveva detto il Corvo con Tre Occhi), ma sarà destinato a fallire e in quel frangente rimarrà per troppo tempo intrappolato nelle sue visioni. La sua coscienza si fonderà quindi con quella del Re della Notte. Attualmente Bran non ha ancora tecnicamente fatto questo errore, ecco perché sia lui che il Re della Notte possono esistere contemporaneamente.

A questo aggiungiamo poi che il Re della Notte è riuscito a toccarlo durante uno dei suoi viaggi mentali ed è quindi in grado di avvertire la sua presenza. Un po’ come accadde a Frodo con il Re dei Nazgul ne Il Signore degli Anelli.

bran
L’incontro fra Bran e il Re della Notte

Le prove a sostegno di questa teoria

Anche nell’ultimo episodio andato in onda lunedì su Sky (il sesto e penultimo) abbiamo intravisto alcuni dettagli che ci portano a confermare la teoria. Quando il Re della Notte si presenta al lago ghiacciato ha con sé sia la lancia di ghiaccio per uccidere il drago, sia catene abbastanza grandi da trascinarlo fuori dall’acqua. Questi dettagli dimostrano che ha perfettamente orchestrato tutta la battaglia per forzare Daenerys a volare al Nord.

Questo ci fa pensare al fatto che il Re della Notte avesse un piano ben prima che Jon decidesse di condurre una spedizione oltre la Barriera per catturare un Estraneo e portarlo dalla regina Cersei. Un piano che gli permettesse di far correre Gendry ad avvisare Daenerys per aumentare la probabilità che venisse in aiuto di Jon. E ricordiamoci pure che in una delle sue ultime visioni, Bran conosceva esattamente gli spostamenti dell’esercito dei non morti. Li ha visti grazie allo stormo di corvi che sorvolavano i territori oltre la Barriera.

Se questa teoria si rivelasse corretta sarebbe a dir poco clamoroso, dato che Jon sembra essere l’unico destinato a uccidere il Re della Notte. Se quest’ultimo fosse proprio Bran Stark, aspettiamoci un finale strappalacrime come mai finora.

The Dragon and the Wolf, l’ultimo episodio di questa settima stagione di Game of Thrones, ci aspetta su Sky Atlantic lunedì 28 agosto alle 22:15. Hacker permettendo.