Rojadirecta e IPTV: vedere in streaming la Champions League e la Serie A è reato?

Vedere le partite in streaming su Rojadirecta è illegale? Cosa si rischia abbonandosi ad una IPTV? Ecco tutto quello che c’è da sapere. 

Champions League su Rojadirecta: vedere le partite in streaming è reato? Quali sono le sanzioni previste? Sta per ricominciare la Champions League 2016/2017 e anche quest’anno sarà Mediaset Premium a detenere i diritti per la trasmissione in chiaro. Per questo motivo immaginiamo che nei prossimi mesi ci sarà un boom di accessi su Rojadirecta, il canale di streaming dove vedere gratis le partite della Serie A e della Champions League.

Rojadirecta permette di vedere gratis sia i canali Sky che quelli Mediaset Premium, ma nella maggior parte dei casi la partita viene trasmessa da canali esteri. Oltre a Rojadirecta c’è un altro servizio che permette di vedere (quasi) gratuitamente le partite della Serie A, Champions League e tutti gli altri contenuti di Sky e Mediaset Premium. Si tratta delle IPTV, i servizi con cui pagando solamente 10€ al mese si possono vedere tutti i canali a pagamento di Sky e Mediaset Premium, compresi i contenuti del Primafila.

Com’è possibile che questi servizi siano conosciuti a tutti ma ancora nessuno fa nulla per oscurarli? Abbonarsi alle IPTV o vedere le partite su Rojadirecta è da considerarsi reato? Proviamo a fare chiarezza su questa delicata questione.
Rojadirecta e le IPTV sono illegali: eppure nessuno le blocca

Lo scorso anno una sentenza del Tribunale di Milano ha fatto molto parlare di sé. Infatti, rispondendo ad una richiesta di Mediaset è stata disposta la chiusura di Rojadirecta, poiché il servizio di streaming è stato giudicato colpevole di violazione del copyright.

Questa sentenza ha capovolto quanto detto in precedenza dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea secondo la quale per le leggi della libera prestazione di servizi non si può impedire ai cittadini di vedere i contenuti presenti su un’altra piattaforma estera.

Quindi, dopo la sentenza del Tribunale di Milano tutti gli accessi a Rojadirecta sono stati chiusi e nessun utente è più riuscito ad entrare per vedere in streaming le partite della Serie A e della Champions League. Tutto questo però è durato solamente per qualche mese, perché successivamente Rojadirecta è tornata a funzionare perfettamente. Non sappiamo se per la fine del blocco del Tribunale, oppure se gli sviluppatori del sito abbiano trovato un sistema per rigirare il blocco, fatto sta che ad oggi qualsiasi utente può vedere le partite di Champions League gratis senza dover pagare l’abbonamento a Mediaset Premium.

Lo stesso vale per le IPTV, un fenomeno che con il passare del tempo sta prendendo sempre più piede visto la convenienza del servizio. Anche le IPTV sono da considerare illegali, eppure nessuno è ancora intervenuto per bloccarne i contenuti.

Per quanto sia chiaro che questi siti violino il copyright commettendo un reato, non è altrettanto vero il contrario. Infatti, molti utenti si chiedono se guardando una partita su Rojadirecta oppure abbonandosi ad una IPTV rischiano una sanzione, oppure se non stanno commettendo alcuna irregolarità. Ecco la risposta. 

Rojadirecta e IPTV: vedere le partite in streaming è reato?

Non esiste alcuna norma che indica come reato il guardare contenuti per cui è stato violato il copyright. Questo almeno è quanto afferma StudioCataldi.it, sito specializzato negli approfondimenti di leggi e fattispecie giuridiche. Quindi non trovano fondamento le dichiarazioni fatte da Gianfranco Turano a l’Espresso secondo il quale chi viene scoperto a guardare la Champions League, o qualsiasi altro contenuto protetto, su un sito illegale rischia di dover pagare una multa di 30.000€.

Al momento l’impianto normativo non specifica alcuna sanzione per questa categoria di utenti, tuttavia c’è da considerare che accedere ai siti di cui vi abbiamo appena parlato è comunque sconsigliato. Infatti, come ad esempio succede per Rojadirecta, navigando in questi siti c’è il rischio di prendere dei virus che potrebbero causare qualche malfunzionamento al vostro computer.

Il discorso invece è diverso per chi scarica film o canzoni sul proprio computer utilizzando dei servizi come ad esempio i P2P per i torrent. Infatti, non è reato scaricare un contenuto protetto dal copyright, ma lo è diffonderlo in rete. Ed è proprio quello che fanno questi servizi a vostra insaputa; infatti, questi si basano sul principio per cui durante il download il file viene anche condiviso con gli altri utenti.

In questo caso quindi state commettendo un reato, ed è per questo che vi consigliamo di non scaricare illegalmente altrimenti rischiate di dover pagare un costo di gran lunga superiore a quello del valore reale del contenuto scaricato.